Mario Pirani è uno dei pochi giornalisti che hanno criticato costantemente la pericolosa deriva della Scuola italiana causata dai disastrosi interventi legislativi degli ultimi anni. Un quadro molto chiaro dello stato attuale della scuola e della totale incapacità delle forze politiche in campo di comprenderne la drammaticità emerge dall’articolo Catastrofe scolastica e cecità politica su “Repubblica” del 31 marzo 2008.
Intanto un gruppo di intellettuali ha diffuso dal Liceo Visconti di Roma un appello che condivido in pieno e di cui riporto una sintesi qui di seguito:
Scuola: un partito trasversale del merito e della responsabilità
Roma, 26 marzo 2008
Un appello di: Giorgio Allulli, Gianluigi Beccaria, Giovanni Belardelli, Remo Bodei, Piero Craveri, Giorgio De Rienzo, Giulio Ferroni, Ernesto Galli della Loggia, Sergio Givone, Giorgio Israel, Mario Pirani, Lucio Russo, Giovanni Sartori, Aldo Schiavone, Sebastiano Vassalli, Salvatore Veca
«Tutti, a parole, considerano centrale la scuola per il futuro del paese. I partiti hanno però il dovere di esporre con chiarezza ai cittadini elettori i loro programmi in materia di istruzione. Programmi che ovviamente saranno in parte diversi, ma che dovrebbero tutti aprirsi con questo preambolo: “Sia le riforme, si a il governo e la vita della scuola, a tutti i livelli, dovranno ispirarsi ai criteri di merito e di responsabilità”. L’aggiornamento dei programmi, la riorganizzazione dell’istruzione superiore, l’autonomia delle scuole potranno dare risultati effettivi e duraturi solo recuperando e mettendo in pratica questi elementari principi dell’etica pubblica e privata.
Al ministro uscente va riconosciuto di aver avviato almeno in parte, un’inversione di tendenza dopo decenni di lassismo. Noi pensiamo che esista un largo consenso trasversale sulla necessità di una scuola più rigorosa. Ma, per questo partito del merito e della responsabilità è arrivato il momento di manifestarsi e di assumere precisi impegni di fronte all’elettorato. Quello di offrire ai nostri ragazzi una scuola più qualificata ed efficace, ma insieme più esigente sul piano dei risultati e del comportamento. E quello di restituire ai docenti, spesso demotivati e resi scettici da troppe frustrazioni, il prestigio e l’autorevolezza del loro ruolo, intervenendo però con tempestività e rigore nei casi, pochi ma negativi per l’immagine della scuola, di palese negligenza o inadeguatezza.
I dirigenti scolastici, infine, andranno valutati in primo luogo per la loro capacità di garantire nel proprio istituto professionalità e rispetto delle regole da parte di tutti.
Su questi temi ci attendiamo che giungano presto risposte convincenti e annunci di impegni precisi da parte di tutte le forze politiche, insieme a proposte e riflessioni di tutti coloro che hanno a cuore il presente e il futuro della scuola».
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Riccardo Calimani, EBREI ETERNI INQUIETI, Mondadori, Milano 2007