Ancora bullismo: con una scuola così, non finirà mai

Da circa un anno giornali e televisioni hanno cominciato ad accorgersi del fenomeno del bullismo nelle scuole. Bisogna ringraziare le nuove tecnologie e il protervo esibizionismo degli “studenti” (sarebbe meglio chiamarli “frequentanti”) bulli se finalmente si sta prendendo coscienza del fenomeno. Si veda l’articolo Studenti e prof vittime dei bulli e il relativo video sul sito di “Repubblica”.

Quello che mi colpisce nei vari resoconti di questi episodi è l’assoluta incapacità dei giornalisti di capire quali errori di carattere pedagogico, legislativo e normativo li hanno resi possibili. Ad esempio pochi sanno che fino a una quindicina di anni fa un insegnante poteva allontanare dall’aula senza problemi un alunno indisciplinato che impediva lo svolgimento di una lezione. Poi varie circolari ministeriali e i presidi stessi hanno tolto agli insegnanti la facoltà di prendere questo sano provvedimento con due argomenti: 1. se l’alunno allontanato dall’aula provoca qualche danno o si fa male la responsabilità è sempre dell’insegnante; 2. l’alunno fuori dall’aula non impara nulla. Sarebbe facile ribattere a questo secondo argomento (di carattere pedagogico) che se quello studente resta in classe non imparano nulla i suoi compagni, ma sarebbe fare uso di troppo buon senso in un Paese che da un po’ di tempo il buon senso l’ha smarrito. Quanto al primo argomento (di carattere normativo), basterebbe introdurre una disposizione che desse la responsabilità degli alunni indisciplinati a un insegnante che ha delle ore a disposizione. Se poi l’alunno insistesse in comportamenti riprovevoli, si dovrebbero chiamare i genitori, e lo si dovrebbe mandare a casa e sospendere per qualche giorno, esattamente come si faceva una volta. Ma anche questo provvedimento oggi trova fieri oppositori nei (finti) riformisti postsessantottini i quali obiettano che la scuola deve includere e non deve escludere, deve avvicinare e non deve allontanare, ecc. ecc. La verità è che gli episodi di bullismo accadono e continueranno ad accadere perchè è stata tolta ai professori e alla Scuola la facoltà di punire (uso di proposito questo verbo così politically incorrect). Molti studenti hanno percepito la debolezza dell’istituzione e ne approfittano… D’altronde in tutti i gruppi umani o prevalgono delle norme codificate, che prevedono sempre sanzioni, oppure si instaura la legge del più forte. Mi duole dirlo, ma con le riforme dell’ultimo decennio e anche con altri provvedimenti si è fatto in modo, magari involontarialmente, che in molte scuole (se non in tutte) prevalessero i prepotenti e che maestri e professori fossero messi in condizione di non poter fare il loro lavoro. Un vero disastro, causato da confusi velleitarismi, clamorosi errori pedagogici, cattive politiche. Complimenti a chi l’ha voluto, realizzato e approvato!

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