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ire in libreria il mio libro dedicato agli anni trascorsi a Porto Civitanova da Sibilla Aleramo. La casa editrice è Cattedrale (Corso Garibaldi, 96 – 60123 Ancona, tel. 071-2320203, edizioniae@libero.it).
Sibilla Aleramo. Gli anni di Una donna. Porto Civitanova 1888-1902 (con prefazione di Bruna Conti) è stato presentato sabato 16 maggio 2009 alle 17,30 nella Sala Consiliare del Comune di Civitanova Marche (via B. Buozzi, 4).
Il volume, distribuito dalla PDE, sarà disponibile nelle librerie di tutta Italia dal 30 giugno 2009. Altre informazioni sul libro sono disponibili nell’apposito sito-blog.
Ecco, qui di seguito, il testo della quarta di copertina:
Nel luglio del 1888 giunse in treno a Porto Civitanova, nelle Marche, l’ingegner Ambrogio Faccio, incaricato di dirigervi una fabbrica di bottiglie. Era accompagnato dalla moglie e da quattro figli. Di essi la primogenita Rina era destinata a diventare, con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, una delle più note scrittrici italiane del Novecento. Gli anni che trascorse nel paese adriatico andarono ad alimentare un’autobiografia trasfigurata in forma di romanzo cui l’autrice diede, alla sua uscita nel 1906, il titolo di Una donna.
Sibilla Aleramo visse a Porto Civitanova, con due interruzioni, complessivamente per dodici anni. In questo arco temporale si consumarono alcuni degli eventi che maggiormente avrebbero influito sulla sua vita: il dissidio sempre più insanabile tra i genitori, la malattia mentale e il tentato suicidio della madre con il successivo internamento nel manicomio di Macerata, il matrimonio con il ragioniere della fabbrica, la maternità, un tentativo di suicidio causato dalla gelosia del marito, l’avvicinamento al movimento femminista, infine la tormentata decisione di lasciare la casa coniugale allontanandosi per sempre, nel febbraio del 1902, da Porto Civitanova.
L’autore, servendosi di testimonianze documentarie e giornalistiche in gran parte inedite, delinea il quadro ambientale in cui maturarono gli eventi narrati dalla Aleramo confrontando costantemente la finzione romanzesca con la realtà storica e con le biografie delle persone adombrate nel romanzo.
Il risultato è una biografia collettiva che comprende, insieme alla giovane Rina-Sibilla, i familiari, gli amici, gli “antagonisti” e l’intero paese di Porto Civitanova.
L’autrice della prefazione Bruna Conti ha curato le carte del Fondo Aleramo presso l’Istituto Gramsci di Roma. È coautrice della biografia Sibilla Aleramo e il suo tempo (Feltrinelli, 1981) e curatrice dei carteggi della Aleramo con Campana (Un viaggio chiamato amore, Feltrinelli, 2000) e con Quasimodo (Lettere d’amore, Nicolodi, 2002).
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Riccardo Calimani, EBREI ETERNI INQUIETI, Mondadori, Milano 2007
Il libro ha un lungo sottotitolo: “La storia secolare di questa città straordinaria, le circostanze che la resero grande e le cause che ne provocarono la decadenza”. La presentazione editoriale: “Nel complesso succedersi delle forme politiche realizzatesi di volta in volta in Europa, Venezia occupa un posto particolare. La sua Costituzione è una delle creazioni più originali e straordinarie che la storia delle istituzioni abbia visto nascere. Essa offre un modello di governo puramente aristocratico, di una repubblica patrizia, in cui il potere si concentra nelle mani di un’oligarchia poco numerosa, chiusa in se stessa e particolarmente gelosa dei propri privilegi. Ma ciò che più stupisce è che questa opera politica, per molti aspetti artificiale, è divenuta, per via della ferrea volontà di coloro che la presiedettero, un’opera duratura, che ha resistito per quasi mille anni e ha fatto di Venezia una grande potenza mondiale.”
Questa è la presentazione editoriale: “Il volume è diviso in tre parti: la prima comprende il secondo Cinquecento e i primi decenni del Seicento, vale a dire l’ultimo periodo in cui il Paese è all’avanguardia dell’Europa, sia dal punto di vista economico sia da quello culturale; la seconda ha per oggetto il successivo difficile secolo di crisi; la terza tratta la lenta ripresa settecentesca che prepara la fine dell’ancien régime. Adottando un approccio tematico, Hanlon abbraccia la storia politica, sociale, culturale ed economica del periodo, fornendo un quadro assai ricco che spazia dalla famiglia alle condizioni sanitarie, dall’azione della Chiesa ai valori dell’aristocrazia, dall’arte barocca alla filosofia”. L’autore, che predilige la storia sociale e quella economica, spazia tra molti e disparati argomenti scegliendo spesso angolazioni originali di studio. Diverse parti del libro si leggono con vivo interesse e si apprezzano per la novità dell’approccio a diverse tematiche.
e ho letto e visto con piacere essendo un estimatore di lunga data dello scrittore grossetano. Non apprezzo l’ideologia anarcoide di 


